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Tutto ciò che c’è da sapere sulle note legali: obblighi e buone pratiche per il tuo sito web

Le informazioni legali di un sito web non si riducono a un copia e incolla di un modello trovato online. Dalla legge SREN del 21…

Femme professionnelle relisant les mentions légales d'un site web dans un bureau moderne

Le menzioni legali di un sito web non si riducono a un copia e incolla di un modello trovato online. Dalla legge SREN del 21 maggio 2024, i riferimenti giuridici sono cambiati: gli obblighi di identificazione dell’editore rientrano ora in l’articolo 1-1 della LCEN, e le sanzioni nell’articolo 1-2. Una pagina che cita ancora il vecchio articolo 6, III della LCEN è tecnicamente obsoleta, anche se il contenuto degli obblighi rimane comparabile.

Legge SREN e articolo 1-1 della LCEN: cosa è cambiato nel 2024

La legge n° 2024-449 del 21 maggio 2024, nota come legge SREN, ha ristrutturato la LCEN senza stravolgere l’elenco delle informazioni richieste. Il cambiamento riguarda l’architettura del testo e un’aggiunta discreta ma significativa.

Ora, l’editore deve menzionare, se del caso, l’identità del fornitore che memorizza i dati di pubblicazione. Non si tratta dell’hosting nel senso classico: si tratta del servizio di archiviazione utilizzato per i contenuti editoriali del sito. Un sito i cui file sono serviti da un CDN terzo o la cui base di dati è ospitata presso un fornitore distinto dall’hosting principale è potenzialmente interessato.

Consigliamo di verificare l’architettura tecnica prima di redigere la pagina delle menzioni legali. Un sito su hosting condiviso standard non avrà nulla da aggiungere. Un sito e-commerce le cui informazioni sui prodotti transitano attraverso un servizio SaaS esterno dovrà valutare se questo fornitore rientra nell’ambito dell’articolo 1-1.

Per osservare come questi obblighi si traducono concretamente, le menzioni legali di Votre Site Internet illustrano una messa in conformità strutturata secondo la LCEN rivista.

Menziioni legali obbligatorie secondo il status giuridico: persona giuridica o persona fisica

Imprenditore che consulta le menzioni legali del suo sito web su uno schermo di computer in open space

La distinzione tra persona giuridica e persona fisica condiziona il contenuto esatto della pagina. Le confusioni sono frequenti, in particolare per i micro-imprenditori che applicano il modello di una SRL.

  • Per una persona giuridica (SAS, SRL, SA, ecc.): denominazione sociale, forma giuridica, importo del capitale sociale, indirizzo della sede legale, indirizzo email, numero di telefono, numero di iscrizione al RCS o al repertorio delle attività secondo l’attività.
  • Per una persona fisica (impresa individuale, micro-impresa): nome e cognome accompagnati dalla dicitura “imprenditore individuale” o dalle iniziali “EI”, indirizzo di domiciliazione, indirizzo email e numero di telefono.
  • In entrambi i casi: identificazione dell’hosting (ragione sociale, indirizzo, numero di telefono) e, dalla legge SREN, il fornitore di archiviazione dei dati di pubblicazione se del caso.

Le attività regolamentate aggiungono ulteriori livelli. Un sito gestito da un professionista soggetto ad autorizzazione deve menzionare l’autorità che ha rilasciato tale autorizzazione. Le professioni regolamentate indicano anche le regole professionali applicabili e il titolo professionale con lo Stato membro che lo ha rilasciato.

I siti e-commerce, da parte loro, accumulano le menzioni legali classiche con obblighi specifici per la vendita online: numero individuale di identificazione IVA, condizioni generali di vendita, diritto di recesso, modalità di risoluzione delle controversie.

Sanzioni in caso di assenza di menzioni legali su un sito internet

L’assenza di menzioni legali non è un semplice dimenticanza. Per le persone giuridiche, la multa può essere quintuplicata rispetto a quella applicabile alle persone fisiche.

In pratica, le azioni penali rimangono rare per un semplice difetto di menzioni legali. Il rischio reale si trova altrove: un concorrente o un consumatore insoddisfatto può segnalare la violazione alla DGCCRF, che dispone di poteri di controllo rafforzati. L’intimazione amministrativa è lo scenario più probabile prima di qualsiasi sanzione finanziaria.

Un punto spesso trascurato riguarda la responsabilità del direttore della pubblicazione. Il direttore della pubblicazione è personalmente responsabile del contenuto del sito. Se questa informazione manca nelle menzioni legali, diventa difficile stabilire la catena di responsabilità in caso di controversia, il che può ritorcersi contro l’editore stesso.

Accessibilità digitale e menzioni legali: un obbligo distinto da anticipare

La direttiva europea 2019/882 sull’accessibilità dei prodotti e servizi (European Accessibility Act) impone alle aziende che forniscono servizi online nuove esigenze. I negozi e-commerce sono direttamente interessati, ad eccezione delle microimprese che forniscono servizi.

Questa conformità non si riduce alla pagina delle menzioni legali. Le aziende interessate devono spiegare come il loro servizio risponde ai requisiti di accessibilità, nelle loro CGV o in un documento equivalente. La pagina delle menzioni legali può rimandare a questa dichiarazione di accessibilità, ma la dichiarazione di accessibilità costituisce un documento autonomo, distinto dalle menzioni legali.

Confondere i due obblighi è un errore di strutturazione che complica la messa in conformità. Le menzioni legali identificano l’editore e l’hosting. La dichiarazione di accessibilità descrive il livello di conformità del sito ai riferimenti applicabili.

Vista aerea di un ufficio con checklist delle menzioni legali obbligatorie per un sito web

Dati personali e cookie: ciò che rientra nelle menzioni legali e ciò che non rientra

Le informazioni relative al trattamento dei dati personali e alla gestione dei cookie fanno spesso oggetto di una sezione generica nelle menzioni legali. Questo approccio è controproducente dal punto di vista giuridico.

Il RGPD richiede una politica sulla privacy distinta, che dettagli le finalità di raccolta, la base giuridica del trattamento, i destinatari dei dati, la durata di conservazione e i diritti delle persone interessate. Integrare tutto ciò nella pagina delle menzioni legali produce un documento illeggibile che non svolge correttamente né la funzione di identificazione (LCEN) né quella di informazione sui dati (RGPD).

  • La pagina delle menzioni legali copre l’identificazione dell’editore, dell’hosting, del direttore della pubblicazione e le informazioni legate all’attività regolamentata.
  • La politica sulla privacy tratta del RGPD: finalità, basi legali, durate di conservazione, trasferimenti al di fuori dell’UE, diritti di accesso e di cancellazione.
  • La politica sui cookie dettaglia i cookie depositati, le loro finalità, la loro durata e le modalità di consenso o di rifiuto.

Tre documenti distinti garantiscono una conformità leggibile e verificabile. Raggrupparli in un’unica pagina crea l’illusione di conformità rendendo al contempo ogni obbligo più difficile da controllare per le autorità competenti.

La manutenzione di queste pagine merita un calendario regolare. Un cambio di hosting, una modifica della forma giuridica, l’aggiunta di un nuovo fornitore di pagamento o di archiviazione: ogni evoluzione tecnica o giuridica del sito può richiedere una revisione. Trattare le menzioni legali come un documento vivo, rivisto almeno una volta all’anno, rimane il metodo più affidabile per evitare discrepanze tra la realtà del sito e ciò che viene visualizzato.

Tutto ciò che c’è da sapere sulle note legali: obblighi e buone pratiche per il tuo sito web